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Un sandwich di LEGO diventa protagonista: il making of di uno scatto di prodotto

Sandwich costruito con mattoncini Lego colorati

Tempo di lettura:6minuti

Il percorso che porta alla realizzazione di una fotografia non si limita mai al semplice clic. Dietro ogni immagine ci sono idee, prove, errori, aggiustamenti e spesso anche piccoli mondi costruiti da zero. Questa volta ho deciso di raccontare il making of di uno scatto particolare, nato da una passione che coltivo da sempre: i mattonciniLEGO.In particolare, esplorerò il processo di creazione del mio scatto di prodotto Sandwich LEGO.

Tutto è iniziato da unaMOCtrovata online. Per chi non lo sapesse, MOC è l’acronimo diMy Own Creatione identifica un modello personalizzato costruito con i pezzi LEGO.Non si tratta quindi di set ufficiali, ma di creazioni ideate dagli appassionati,spesso condivise in community specializzate come Rebrickable o Lego Ideas.

La MOC che mi ha ispirato si chiama“LEGO Sandwich”ed è stata progettata dall’utentelittlegreenfriend(link qui). L’idea nasce a sua volta da una fotografia di un sandwich LEGO pubblicata su Flickr (qui la foto originale), che ha saputo unire creatività e design in un unico scatto.

Guardando quell’immagine ho pensato: “E se provassi a ricreare un set tutto mio, con la mia impronta, e a usarlo come soggetto fotografico?”.

Sandwich costruito con mattoncini Lego colorati

Quando si parla di LEGO, molti pensano subito all’infanzia. In realtà, esiste un’intera community di adulti appassionati, noti con l’acronimoAFOL– Adult Fan of LEGO. Si tratta di collezionisti, costruttori e creativi che vedono nei mattoncini non solo un gioco, ma un vero e proprio linguaggio di espressione. Come ricorda più di un articolo online, i LEGO sono diventati un fenomeno trasversale: aiutano ad allenare la manualità, stimolano il pensiero progettuale e permettono di esplorare i principi del design attraverso un approccio ludico e concreto.

La costruzione di una MOC, infatti, ha moltissimi punti in comune con la progettazione fotografica: si parte da un’idea, la si sviluppa con i mezzi a disposizione, si sperimenta e alla fine si ottiene un risultato tangibile, che può essere osservato, modificato e migliorato.

Nel mio caso, la fase iniziale è stata proprio quella della costruzione. Ho selezionato i pezzi, ho studiato la struttura e ho iniziato a comporre il set.

Non è stato un processo lineare: a volte il risultato non convinceva, altre volte la stabilità della composizione non era sufficiente. Ma è proprio qui che entra in gioco l’aspetto stimolante: cercare soluzioni alternative, rivedere i dettagli, spostare un colore per creare armonia.

Una volta completato il modello, ho allestito lo shooting. In fotografia di prodotto la luce è l’elemento principale: un sandwich LEGO, per quanto divertente, senza il giusto schema di illuminazione non avrebbe reso. Ho scelto un set-up che mettesse in risalto i volumi, i contrasti e i dettagli delle superfici lisce. Ogni mattoncino riflette la luce in maniera diversa, e questo richiede un controllo attento per evitare riflessi indesiderati o zone piatte.

Ma non mi sono fermato lì: negli scatti, ho cercato di replicare lo stesso sandwich con elementi reali, creando così unparallelo e al tempo stesso una contrapposizione. Da una parte i volumi geometrici e i colori brillanti dei LEGO, dall’altra la texture irregolare del pane, la freschezza della lattuga, la brillantezza del pomodoroel’opacità del formaggio. Due mondi visivamente diversi, messi in dialogo per sottolineare come la realtà e la costruzione possano raccontare la stessa idea attraverso linguaggi differenti.

Un fotografo di prodotto non vive solo di brief e richieste dei clienti. La creatività va nutrita e allenata continuamente, anche al di fuori dei progetti professionali.Costruire un modello LEGO o dedicarsi a una MOC è un esercizio che aiuta a sviluppare lo stesso tipo di pensiero progettuale che si applica sul set fotografico: come comporre, come equilibrare i volumi, come raccontare qualcosa di più attraverso un oggetto.

Allo stesso modo, anche libri, film, viaggi o attività apparentemente lontane dalla fotografia contribuiscono a mantenere viva la capacità di osservare e interpretare la realtà.

Lavorare su progetti personali significa mettere in pratica ciò che normalmente si sperimenta sotto pressione, ma in un contesto libero, senza vincoli, dove ogni errore diventa occasione di crescita.

Questa esperienza mi ha ricordato un principiofondamentale:la fotografia di prodotto non è solo tecnica, ma soprattutto creatività e progettazione.Usare i LEGO come set è stato un modo per esplorare nuove idee e per riportare il gioco dentro un processo creativo che, se vissuto solo in chiave professionale, rischia a volte di diventare troppo rigido.

Dietro a un sandwich fatto di mattoncini – e alla sua versione reale in parallelo – c’è un messaggio più grande: coltivare le passioni parallele arricchisce il lavoro principale. E se la fotografia è il mio mestiere, i LEGO sono stati per me un alleato prezioso per sperimentare, immaginare e raccontare storie visive in modo diverso.

Infinevorrei ringraziare in particolare Jody PadulanoeRoberto Ceruti, le due persone dietro al canale YouTube2PPL – 2 Pazzi per i LEGO. Con i loro tutorial e le dirette hanno avuto il merito di farmi “rientrare” nel mondo LEGO con occhi nuovi, aiutandomi a comprendere meglio cosa significhi oggi parlare di fan design: non solo un passatempo, ma un vero processo creativo fatto di studio, progettazione e ricerca estetica.

A Jody e Roberto vanno i mieicomplimentiper aver realizzato un sogno che molti appassionati condividono: una loro MOC è infatti diventata un set LEGO ufficiale,“Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato”, grazie alla piattaformaLEGO Ideas. Un traguardo che testimonia quanto la passione, unita alla determinazione, possa portare a risultati straordinari.

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Video del Making of:

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